La risposta è la stessa si quella utilizzata per gli altri sistemi impiantistici:

Un sistema di controllo del fumo è necessario ogni qualvolta c’è un’evidenza nella valutazione del rischio incendio.
Tale valutazione del rischio può essere effettuata direttamente dai VVF con relativo obbligo normativo, oppure essere effettuata dal progettista con il nuovo Codice di prevenzione incendi.

Se ti basta puoi fermarti qui; se invece vuoi sapere come si valuta l’eventuale installazione continua a leggere.

Devi sapere che con il fumo viene disperso circa il 70% del calore sviluppato dall’incendio, per questo tecnicamente si dice che gli “evacuatori” di fumo sono parte di un sistema denominato “controllo di fumi e calore”.

Questa soluzione si suddivide in due tipologie:

  • Smaltimento fumo e calore, ossia delle aperture (finestrate o no) che facilitino l’opera di estinzione dei soccorritori.
  • Evacuazione di fumi e calore, che sono invece dei sistemi che creano e mantengono uno strato d’aria “respirabile” nella porzione inferiore dell’ambiente protetto in modo da lasciare le vie di esodo libere da fumo e calore, agevolando le operazioni antincendio, migliorando lo smaltimento del calore e quindi i danni all’attività, agevolando il ripristino delle condizioni di sicurezza dell’attività dopo l’emergenza.

Tali sistemi di protezione attiva sono di frequente utilizzati in combinazione con gli impianti di rivelazione e sono basati sullo sfruttamento del movimento verso l’alto delle masse di gas caldi generate dall’incendio che, se è possibile realizzare aperture sulla copertura, vengono evacuate all’esterno. Tale soluzione è chiamata sistema di evacuazione naturale di fumo e calore (SENFC).

Quando l’evacuazione naturale non è possibile, perché siamo in un locale con un solaio interpiano senza copertura, si può utilizzare il sistema di evacuazione forzata di fumo e calore (SEFFC), tramite canalizzazioni e unità ventilanti resistenti alle alte temperature.

L’obbligo di installazione queste soluzioni dipende dai seguenti fattori:

  • quantità di merce combustibile presente nell’attività;
  • presenza di occupanti;
  • superficie del compartimento da proteggere;
  • geometria dei locali;
  • presenza di sostanze pericolose in quantità rilevanti;
  • presenza di lavorazioni pericolose che potrebbero innescare un incendio.

Si seguito il video di un’azienda italiana leader del settore che spiega meglio la funzionalità.

Hai ancora qualche dubbio?

Tranquillo è normale, purtroppo gli argomenti sono complessi e non è facile spiegare tutto con poche righe…

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