Per “estintore” si intende un dispositivo destinato allo spegnimento di principi di incendio mediante l’emissione di agenti estinguenti scelti in base alla tipologia di combustibile.

Quindi, non fa mai male ricordarlo, con un estintore è possibile intervenire solo nella fase iniziale di un incendio, dove in genere il fuoco interessa la superficie di 1-2 metri quadrati e il fumo prodotto non ha ancora raggiunto quantitativi tali da mettere in pericolo la salute delle persone.

Quando l’azienda è soggetta ai controlli di prevenzione incendi (DPR 151/2011 con SCIA antincendio, rinnovo periodico, ecc…) il numero di estintori viene calcolato dal progettista e, di solito, in titolare ha sempre un punto di riferimento.

Il problema nasce quando l’azienda non è soggetta al DPR 151/2011: in quel caso il titolare di azienda spesso si affida alla ditta di manutenzione o, se presente, al proprio RSPP esterno. Di fatto però la responsabilità della corretta scelta degli estintori è sempre del titolare visto che ufficialmente si occupa della valutazione del rischio (indipendentemente se poi si avvale dell’assistenza di un tecnico).

Per cui, con questa premessa, vorrei fornirti qualche elemento per poter capire con quale logica hanno scelto l’estintore Y posizionato nel locale X.

Quali estintori scegliere?

Premesso che alla base di ogni scelta deve esserci una valutazione del rischio incendio documentata e con data certa, un estintore viene scelto in base al tipo di fuoco che deve essere spento:

E, per ogni tipo di fuoco, esiste un agente estinguente che risulta migliore di altri.

Ad esempio, per i combustibili solidi, l’acqua è spesso la migliore delle soluzioni. Ciò però non è sempre vero: se ad esempio il solido è un metallo ridotto in polvere, questo potrebbe reagire con l’acqua e creare miscele esplosive. Oppure, nelle apparecchiature elettriche, il pericolo di elettro-locuzione potrebbe far perdere la vita alle persone che si bagnano.

La scelta di tipo di estinguente risulta quindi imprescindibile da una buona valutazione dei rischi. Anche se non esaustiva, di seguito puoi consultare una tabella che può farti comprendere come ci si orienta con la scelta degli estintori:

Se si dovrà spegnere un fuoco da combustibile solido bisognerà acquistare un estintore con il simbolo A, se da combustibile liquido con il simbolo B.
Ogni lettera è affiancata da un numero (es. 13A ) che indica la capacità estinguente.
Spesso gli estintori sul mercato sono polivalenti, ossia possono spegnere più tipologie di fuochi, come ad esempio un estintore a polvere 13A – 89B – C

Quanti estintori servono?

Prima di selezionare il numero di estintori, se la tua attività non è soggetta ai controlli dei Vigili del Fuoco, bisogna utilizzare la tabella nell’allegato IX del DM 10.3.98 dove, in maniera spedita, è possibile facilmente caratterizzare il rischio incendio della tua azienda:

Tipologia di rischioTipologie di attività
ALTO⬛ industrie e depositi di cui agli artt. 4 e 6 del DPR 175/88 e successive modifiche ed integrazioni
⬛ fabbriche e depositi di esplosivi
⬛ centrali termoelettriche
⬛ impianti di estrazione di oli minerali e gas combustibili
⬛ impianti e laboratori nucleari
⬛ depositi al chiuso di materiali combustibili aventi superficie superiore a 20000 mq
⬛ attività commerciali ed espositive con superficie aperta al pubblico superiore a 10000 mq
⬛ scali aeroportuali, infrastrutture ferroviarie e metropolitane
⬛ alberghi con oltre 200 posti letto
⬛ ospedali, case di cura e case di ricovero per anziani
⬛ scuole di ogni ordine e grado con oltre 1000 persone presenti
⬛ uffici con oltre 1000 dipendenti
⬛ cantieri temporanei o mobili in sotterraneo per la costruzione, manutenzione e riparazione di gallerie, caverne, pozzi ed opere simili di lunghezza superiore a 50 m
c cantieri temporanei o mobili dove si impiegano esplosivi
MEDIO⬛ luoghi di lavoro compresi nell’all. al DM 16.2.82 e nelle tabelle A e B annesse al DPR 689/1959 con esclusione delle attività considerate a rischio elevato (oggi all. 1 del DPR 151/2011)
⬛ cantieri temporanei e mobili dove si detengono ed impiegano sostanze infiammabili e si fa uso di fiamme libere, esclusi quelli interamente all’aperto
BASSO⬛ Tutte le attività non classificabili a medio ed elevato rischio e dove, in generale, sono presenti sostanze scarsamente infiammabili, dove le condizioni di esercizio offrono scarsa possibilità di sviluppo focolai e dove non sussistono probabilità di propagazione di fiamme.

E, mediante una planimetria, o avvalendosi di un tecnico che effettui un rilievo geometrico, si stima la superficie dei locali da proteggere.

Conoscendo il rischio incendio e la superficie dell’attività, si può poi utilizzare questa seconda tabella per decidere il numero di estintori:

Tipo di estintoreSuperficie protetta da un’estintore [mq]
RISCHIO BASSORISCHIO MEDIORISCHIO ALTO
13A – 89B100
21A – 113B150100
34A – 144B200150100
55A – 233B250200200

Se ad esempio abbiamo un’autorimessa di 200 mq (attività a rischio basso), saranno necessari minimo 2 estintori 13A – 89B o minimo un solo estintore 34A – 144B.

E se l’attività presenta un rischio di incendio medio-alto?

In questo caso dovrai affidarti ad un professionista antincendio che progetterà la tua attività attuando precise strategie, tra cui anche la scelta degli estintori.

Hai ancora qualche dubbio?

Tranquillo è normale, purtroppo gli argomenti sono complessi e non è facile spiegare tutto con poche righe…

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