Sia nelle moderne falegnamerie che nei classici laboratori artigianali, si possono produrre importanti quantità di polveri di legno che, oltre ad essere un combustibile che peggiora il rischio incendio di tutto il luogo di lavoro, aumentano il rischio di formazione di atmosfere esplosive (ATEX).

NB: Tali attività, se superano i 5000 kg di materiale in lavorazione e/o in deposito sono soggette ai controlli dei VVF (attività n. 37 dell’all.1 del DPR 151/2011), con tutti i relativi obblighi di valutazione dei progetti, asseverazione, SCIA antincendio, ecc.

La gestione di queste polveri è quindi cruciale per la prevenzione delle ATEX che, nel luogo di lavoro e soprattutto in adiacenza ai macchinari di lavorazione del legno, vengono aspirate e stoccate all’esterno in un deposito specifico.

Tale deposito, che è anch’esso causa di rischio incendio, viene denominato silo (al plurale silos).

Sul dizionario il silo è definito come una “costruzione destinata alla conservazione di foraggi, derrate, prodotti deperibili, e anche di minerali” [Treccani].

Infatti, oltre al legno, è possibile lo stoccaggio di cereali, polveri di vetro e qualsiasi altro materiale granulare che necessita di essere confinato dal resto dell’attività.

Il sistema aeraulico che invece serve all’aspirazione per il trasporto di queste polveri attraverso dei canali può essere denominato sottostazione di depressione.

Come avrai immaginato, questa specifica porzione di attività è associata ad un rischio incendio che va compensato con delle misure di prevenzione e protezione.

Al fine di capire meglio la questione, condividerò con te una valutazione del rischio molto semplificata.

La seguente valutazione ha il solo scopo di offrire una panoramica dei rischi associati e non costituisce consulenza professionale. L'utilizzo di tali informazioni negli elaborati tecnici ufficiali è piena responsabilità del professionista che firma la pratica. 

1 | Descrizione del sistema

Immagine rielaborata dall’opuscolo gratuito “Prevenzione incendi ed esplosioni negli impianti silos per trucioli di legno” del geom. Stefano Menin

In sintesi, il sistema di aspirazione e stoccaggio può essere così schematizzato:

1)Il canale di aspirazione delle polveri estratte dai locali dell’attività.
2)La sottostazione filtrante, ossia un sistema di filtri che aiutano a far depositare la polvere di legno verso il basso con a monte un ventilatore per estrarre l’aria ed un camino di sfiato per espellere l’aria estratta dall’attività.
3)Mediante una tubazione di mandata si immettono le polveri di legno nel silo di stoccaggio
4)Silo, ossia il volume che, con dovuti accorgimenti tecnici, è predisposto allo stoccaggio della segatura

2 | Individuazione dei pericoli

Infografica non esaustiva dei pericoli associati ai laboratori per la lavorazione del legno

Ma perché un silo è pericoloso? Ricordando che un pericolo (di incendio) è un ambiente, persona, procedura o qualsiasi situazione con il potenziale di generare un danno (da incendio), i fattori di rischio a cui un progettista antincendio deve porre particolare attenzione sono i seguenti:

Inneschi da scintille
Nei dispositivi elettrici, per cariche elettrostatiche, ecc.
Ad esempio, nella tubazione di mandata, lo sfregamento delle polveri di legno con il canale può causare scintille ed innescare un’ATEX.
Fouling
Ossia l’accumulo non voluto di materiale combustibile in punti considerati critici per il rischio incendio
Combustioni indesiderate
Per mancata diligenza o imprevisti
Superfici calde
Facente parte del sistema di ventilazione o impreviste
Pericoli generici
Carenze impianti elettrici, fulmini, errori/difetti di installazione, ecc…

Partendo da questi pericoli è possibile evincere danni e probabilità e, quindi, andare a valutare il rischio.

3 | Valutazione del rischio

Dalle fonti di letteratura tecnica che ho reperito, le probabilità di esplosioni di polveri, seppur non elevate, sono massime proprio all’interno dei canali di aspirazione e mandata delle polveri.

I danni potenziali correlati all’esplosione, invece, sono elevati: si potrà avere infatti una deflagrazione con un’onda d’urto capace di uccidere, danneggiando anche le strutture portanti di un’edificio.

Un potenziale di danno così alto rende poco conveniente una valutazione quantitativa del rischio, per cui si può direttamente procedere con le misure di compensazione.

4 | Misure di compensazione

Ripetendo un concetto già ripetuto nei vecchi articoli, per abbassare le probabilità di incendio/esplosione è necessario:

  • limitare gli inneschi;
  • limitare la formazione di ATEX.

Per raggiungere questi obbiettivi si dovrà come minimo:

Gestire le polveri con i sistemi di ventilazione
Creando dei tubi di estrazione/aspirazione localizzata all’interno dell’attività, in modo da limitare il più possibile il deposito delle polveri di legno
Prevedere una pulizia generale periodica
L’aspirazione localizzata non è sufficiente. In base alle risultanze della valutazione dei rischi (es. una volta a settimana o anche una volta al giorno) è necessario aspirare la polvere che si accumula in componenti elettrici, corpi illuminanti, ingranaggi, ecc…
Progettare, installare e manutenere gli impianti a regola d’arte
Un normale impianto elettrico non va bene per i luoghi a rischio ATEX. Una corretta progettazione tiene conto di tale contesto e utilizza accorgimenti adeguati.
Un altro esempio: i canali dove invece viene traportata la polvere, a causa dello sfregamento, sono soggetti ad accumulo di cariche elettrostatiche ed è necessaria la messa a terra.
Vietare l’uso di fiamme libere
Messa al bando del fumo all’interno dell’attività e utilizzo di fiamme libere solo dopo aver previsto adeguate procedure di sicurezza (progettate con il consulente di salute e sicurezza sul lavoro)
Investire nella formazione
La formazione è la prima misura di prevenzione, in assoluto, per due motivi in particolare:

– Il personale formato è in grado di accorgersi di tutte le mancanze nei punti precedenti ed eventualmente fermarsi se non ci sono le condizioni per lavorare
– L’errore umano è il più delle volte la causa principale degli incidenti
Investire nell’informazione
Comunicare il rischio nel modo corretto, con opuscoli, segnaletica e specifiche comunicazioni per i lavoratori.

Per abbassare i danni invece si utilizzano le misure di protezione. La circolare 3479 de 26/9/1989 offre degli spunti che, seppur vecchi di 30 anni e con una filosofia prescrittiva, aiutano a capire quali sono i punti critici su cui intervenire:

In base a quanto è emerso nel!’ ultima riunione dei Comandanti in merito alle misure di sicurezza da richiedersi per l’installazione di silos di raccolta di materiali combustibili e che presentino pericolo di esplosioni da polveri qualunque sia la loro natura, si ritiene che per conseguire un sufficiente grado di sicurezza nei predetti impianti debbano essere tenuti presenti i seguenti criteri generali:

1) UBICAZIONE
1.1. Ove possibile, i silos devono essere ubicati in posizione isolata rispetto a fabbricati sia di pertinenza dell’attività che esterni alle stesse.
1.2. L’ubicazione deve consentire l’avvicinamento dei mezzi di soccorso nonché la possibilità di intervenire le squadre dei VV.F.
1.3. Qualora si tratti di silos realizzato con pareti in muratura o calcestruzzo, posti in adiacenza a fabbricati, dovrà aversi una parete dello stesso completamente a cielo libero; tale parete deve essere di facile cedimento rispetto a quelle che lo isolano dal fabbricato. Le rimanenti pareti devono avere resistenza al fuoco almeno 180′ ed essere resistenti all’esplosione.

2) DISPOSITIVI DI SICUREZZA
2.1. In relazione al loro utilizzo le tubazioni di adduzione delle polveri ed i silos stessi devono essere dotati dei seguenti dispositivi di sicurezza:
2.1.1 Rivelatori di scintille posti nelle canalizzazioni di adduzione collegati a serrande tagliafuoco, posizionate sia sulla tubazione di adduzione che di quella di ritorno della sola aria. Tali serrande dovranno distare dal rivelatore in maniera da permettere l’intercettazione delle scintille in funzione del tempo di intervento del dispositivo
2.1.2 Rilevatori di incendio termici differenziali e/o velocimetrici all’interno del silos, collegati ad allarmi acustici e visivi;
2.1.3 Impianto idrico di irrorazione a pioggia, con comando manuale composto da anelli torroidali disposti sulla parte superiore del degli ugelli silos stesso; devono inoltre posizionarsi tipo SPRINKLER a protezione dell’aria sottostante il silos.
2.1.4 Idonei sportelli antiscoppio di superficie minima O ,10 mq/mc, tale superficie può scendere a O, 007 mq/mc per silos di capacità oltre i 30 mc.
2.1.5 Dispositivo di apertura manuale posto a debita distanza dal portellone di scarico.
2.1.6 Un idrante UNI 70 a colonna da posizionare nelle immediate vicinanze del silos.

Particolare cura dovrà essere posta nel verificare che l’area sottostante e circostante il silos non venga destinata a deposito di materiali combustibili e che non vi siano potenziali fonti di innesco.
Infine dovranno essere richieste e verificate con cura le certificazioni riguardanti gli impianti elettrici, di messa a terra e di protezione delle scariche atmosferiche.
Con l’occasione occorre sensibilizzare il personale dipendente, che viene chiamato ad operare per incendio di silos, di proteggere il proprio corpo in modo completo. In particolare il personale addetto allo spegnimento o presente vicino al silos deve indossare cappuccio aluminizzato, Nomex completo di pantaloni, tronchetti e guanti, in modo che nessuna parte del corpo possa rimanere esposta in caso di una purtroppo prevedibile fiammata.

In generale, ribadendo che è necessaria una valutazione specifica per ogni contesto, le misure di protezione potranno sintetizzarsi nelle seguenti linee guida:

PROTEZIONE PASSIVAUtilizzando canali costruiti con materiale incombustibile, possiamo limitare la propagazione e quindi i danni dell’incendio successivo all’esplosione
Ubicando il silo all’esterno, con opportune distanze di separazione. Quando non è possibile si può utilizzare una barriera REI/EI.
Se il silo è troppo vicino agli edifici, si possono eventualmente adeguare le facciate per limitare la reazione al fuoco (o addirittura aumentare la resistenza alle esplosioni, anche se costoso).
Utilizzando silo costruiti in modo che in un’eventuale esplosione siano limitate le proiezioni di detriti.
PROTEZIONE
ATTIVA
Utilizzando i pannelli si sfogo esplosioni (dimensionabili con la NFPA 68), che assicurano un’apertura rapida tale da consentire lo sfogo della sovrappressione.
Inserendo all’interno del canale principale di aspirazione dei rivelatori di scintille, seguiti poi da un sistema di spegnimento adeguato.
Installando un idrante esterno (ad una distanza superiore all’altezza del silo, al massimo di 50 m) per lo spegnimento dell’eventuale incendio che potrebbe innescarsi dopo l’esplosione.
NB: L’utilizzo di acqua per lo spegnimento di questo tipo di incendi richiede una formazione specifica, altrimenti si rischia di peggiorare la situazione aumentando le polveri disperse nell’aria e creando nuove ATEX.

Conclusione

La trattazione dell’articolo odierno è stata, per esigenze editoriali, molto spiccia e sicuramente non esaustiva. Lascio quindi a te, caro lettore, il dovuto approfondimento che potrai iniziare dai riferimenti seguenti:

RIFERIMENTOAUTORE
Prevenzione incendi ed esplosioni degli impianti silos per trucioli di legno(2006) Geom. Stefano Menin
Combustible dust incident report(2020) Dr. Chris Cloney – Dust safety science
Circolare 3479 de 26/9/1989 – Prevenzione Incendi SilosNormativa Italiana
La sicurezza antincendio dei silos(2017) Dario Zanut – Il sole 24 ore
DLgs 81/08, Titolo XI – Protezione da atmosfere esplosiveNormativa Italiana
Direttiva ATEX 99/92/CE “… prescrizioni minime per il miglioramento della tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori che possono essere esposti al rischio di atmosfere esplosiveNormativa Europea
La prevenzione delle esplosioni da polvereARPA Piemonte

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