La rivelazione di incendio è una parte di un IRAI (Impianto di Rivelazione e Allarme Incendio) che permette di individuare la presenza di un principio di incendio in un ambiente e di segnalarlo a una centrale di allarme. Può principalmente essere attuata in due modalità:
| ⚫ | usando i sensi degli occupanti: vista di fiamme o fumo, odori di combustione, suoni di scoppi ed esplosioni; |
| ⚫ | automaticamente, solitamente mediante dei dispositivi elettrici/elettronici. |
Questa non è solo una strategia fondamentale per garantire la sicurezza delle persone e del patrimonio ma è anche precorritrice di altre misure di protezione attiva come la chiusura automatica di una porta taglia fuoco o dell’apertura automatica di un lucernario per lo smaltimento del fumo.
In questo articolo si proporrà una rassegna delle tipologie di rivelazione di incendio, le classificazioni più semplici da apprendere e vedremo quali sono le più adatte per le diverse esigenze delle aziende.
IRAI: che cosa è?
Secondo il CoPI (Codice di Prevenzione Incendi, DM 3 agosto 2015 e ss.mm.ii.), l’IRAI è definito come segue:
Impianto in grado di rivelare un incendio quanto prima possibile e di segnalare l’allarme al fine di attivare le misure antincendio tecniche (impianti automatici di controllo o estinzione dell’incendio, compartimentazione, evacuazione dei fumi e del calore, …) e procedurali (piano e procedure di emergenza e di esodo, …) progettate e programmate in relazione all’incendio rivelato ed all’area ove tale principio di incendio si è sviluppato rispetto all’intera attività sorvegliata. Tale impianto può comprendere i sistemi di diffusione vocale degli allarmi in emergenza.
Definizione di IRAI, CoPI, par. G.1.14, comma 2

Gli IRAI sono quindi realizzati per sorvegliare un’attività, individuare un incendio in modo precoce e diffondere l’allarme. Gli obbiettivi principali sono:
| a) | attivare le misure protettive (es. impianti automatici di inibizione, controllo o estinzione, ripristino della compartimentazione, evacuazione di fumi e calore, controllo o arresto di impianti tecnologici di servizio e di processo, …); |
| b) | attivare le misure gestionali (es. piano e procedure di emergenza e di esodo, …) progettate e programmate in relazione all’incendio rivelato ed all’ambito ove tale principio di incendio si è sviluppato rispetto all’intera attività sorvegliata |
Avrai quindi intuito che l’IRAI è fondamentale soprattutto nelle fasi iniziali: anche una rilevazione di un principio di incendio effettuata con un solo minuto di anticipo può permettere di spegnere il fuoco anche ad una singola persona, con minori danni per le persone e il patrimonio.
Ma un IRAI, come è fatto? Vediamolo insieme…
Architettura di un IRAI

Un impianto IRAI può essere formato, molto sinteticamente, da:
| 1. | Quadro : punto da dove viene alimentato elettricamente l’IRAI, con l’interruttore generale. |
| 2. | Alimentazione: linea elettrica (dedicata all’emergenza) o dispositivo (batteria, accumulatore, ecc.) che garantisce l’alimentazione anche dopo la disattivazione dell’impianto elettrico. |
| 3. | Centrale di controllo e segnalazione: è il dispositivo che riceve i segnali dai rivelatori e dai pulsanti manuali, li elabora e attiva gli allarmi sonori e visivi, oltre a eventuali altre funzioni di comando e controllo. |
| 4. | Dispositivi di rivelazione automatica: sono i sensori che rilevano i fenomeni fisici tipici di un incendio, come il fumo, il calore o la fiamma, e inviano i segnali alla centralina. Possono essere di diversi tipi, a seconda del principio di funzionamento e della sensibilità. |
| 5. | Allarme: sono i dispositivi che emettono segnali acustici o luminosi per avvisare gli occupanti dell’edificio della situazione di emergenza e indicare le modalità di evacuazione. |
| 6. | Segnalazione manuale: solitamente è un pulsante che un occupante può utilizzare per segnalare alla centrale di controllo la presenza di un incendio. |
| 7. | Comandi: eventuale attuazione di altre funzioni come la chiusura di porte, l’apertura di finestre o l’attivazione di impianti di spegnimento automatico |
L’articolo di oggi si focalizzerà proprio sul punto 4, ossia la rivelazione, la quale è così importante da andare ad influenzare il nome di tutto il sistema impiantistico. Di seguito, una rassegna di tutte le tecnologie di rivelazione degli incendi con qualche esempio di applicazione pratica.
Quanti rivelatori di incendio esistono?
Un rilevatore di incendio è, essenzialmente, costituito da:

| Base/Supporto | Fissa il dispositivo al soffitto, alla parete o in altre posizioni, permettendo il collegamento elettrico e un installazione efficace. |
| Sensore | Rileva la presenza di fumo, fiamma, calore, radiazione elettromagnetica o altri nuovi parametri individuati dalla ricerca e dallo sviluppo di nuove tecnologie. |
| Circuito elettronico | Elabora il segnale proveniente dal sensore, lo amplifica e lo trasmette alla centrale di allarme. |
| Alimentazione | (eventuale) Fornisce l’energia elettrica necessaria al funzionamento del rilevatore |
| Indicatore luminoso | Segnala lo stato di funzionamento o di allarme del rilevatore |
Come avrai intuito dalla disamina sulle tipologie di rivelazione dell’incendio, l’architettura di questi dispositivi presenti sul mercato varia in base alla loro forma e alla tecnologia che viene utilizzata.
In generale però, i sistemi di rivelazione automatica vengono differenziati principalmente per la loro logica di rivelazione e la tecnologia di installazione. Per questo motivo si proporrà una classificazione caratterizzata da questi due aspetti.
La logica di rivelazione
Se vuoi un infarinatura sugli IRAI, una lettura della UNI EN 54-1 “Sistemi di rivelazione e di segnalazione d’incendio – Parte 1: Introduzione” è quanto di meglio si possa fare per capire le basi della normativa vigente in Italia. In questo standard di riferimento, non solo troviamo le definizioni ma anche il numero di norma della famiglia UNI EN 54 (vi sono 32 parti) che corrisponde ad ogni componente dell’IRAI.
In generale, la logica di rivelazione dell’incendio si può classificare come segue:

| Calore | In questo tipo di rivelazione si può utilizzare un elemento riscaldante che varia una resistenza elettrica, oppure un indice di rifrazione in caso di una telecamera ad infrarosso. |
| Gas | Si rileva la presenza di gas in un luogo misurando la variazione dell’uscita del sensore che dipende dai materiali del dalle tecniche costruttive. I gas che vengono rilevati sono il CO, l’HCN, la CO2 o gas combustibili prodotti dall’incendio. |
| Fiamma | Le fiamme hanno delle precise caratteristiche, come la radiazione infrarossa/ultravioletta e le proprietà cromatiche. La rivelazione si basa proprio sull’individuazione di queste caratteristiche. |
| Fumo | Utile quando si vogliono rilevare dei principi di incendio che producono fumo in quantità sufficiente. In questo caso le tecnologie sono orientate a stimare le caratteristiche del fumo come la diffusione della luce e/o il livello di ionizzazione dell’aria. Sono state anche elaborate delle apposite telecamere che, mediante algoritmi, riescono ad individuare la presenza di fumo. |
| Multi-sensore | Possono essere un misto di più logiche di rivelazione oppure delle nuove tecnologie in grado di individuare più aspetti dell’incendio, come ad esempio l’uso di ultrasuoni e microonde. |
Tuttavia, questa è solo una delle classificazioni e non è sufficiente a comprendere il grande mondo dei sistemi di rivelazione che, come già detto, dipendono anche dalle modalità di installazione.
Le tecnologia di installazione
Di seguito una rassegna delle varie soluzioni presenti sul mercato.

Rivelazione puntiforme
La rivelazione di incendio puntiforme è una tecnica che utilizza sensori di fumo, calore o fiamma posizionati in punti fissi all’interno di un ambiente. Questi sensori rilevano i segnali tipici di un incendio e inviano un segnale alla centralina di allarme. L’installazione dei sensori deve tener conto di vari fattori come la superficie, l’altezza e l’inclinazione del soffitto, la forma del locale e il tipo di materiale combustibile presente. Questa tecnica rappresenta uno dei metodi più comuni ed affidabili per rilevare gli incendi.
Ambiti di applicazione
Ambienti in cui si possono sviluppare incendi covanti o aperti, come uffici, negozi, alberghi, ospedali, ecc.
Vantaggi
Elevata affidabilità e selettività, possibilità di scegliere il tipo di sensore più adatto al rischio
Rivelazione lineare (ottica)
La rivelazione ottica lineare è una tecnica che usa un fascio di luce per rilevare il fumo in un ambiente. Un trasmettitore emette il fascio di luce e un ricevitore lo riceve dall’altro lato dell’area da proteggere. Quando il fumo attraversa il fascio, l’intensità si riduce e il ricevitore genera un segnale di allarme se scende al di sotto di una soglia prestabilita. Questo metodo è adatto per proteggere spazi ampi come capannoni, magazzini e hangar. È importante allineare correttamente i dispositivi, regolare la sensibilità in base alla distanza e alle condizioni ambientali, e mantenere puliti i trasmettitori e i ricevitori dalla polvere e dallo sporco accumulati.
Ambiti di applicazione
Ambienti ampi e alti, come capannoni, magazzini, hangar, ecc.
Vantaggi
Copertura di grandi aree con pochi dispositivi, semplicità di installazione e manutenzione


Sistemi ad aspirazione
Si tratta di sistemi di rilevazione fumo che si basano sul prelievo dell’aria presente nell’ambiente da proteggere e sulla sua analisi attraverso una unità sensibile al fumo1. Sono in grado di rilevare incendi a crescita lenta e a rapida propagazione con elevata immunità ai falsi allarmi. Sono adatti per ambienti difficilmente ispezionabili o particolarmente polverosi.
Ambiti di applicazione
Ambienti difficilmente ispezionabili o particolarmente polverosi, come soffitte, intercapedini, cabine elettriche, ecc.
Vantaggi
Rilevazione precoce e continua del fumo, immunità ai falsi allarmi, facilità di accesso ai dispositivi
Termocamere ad infrarossi
È uno strumento che rileva e misura le radiazioni infrarosse emesse dagli oggetti e mostra queste informazioni come un’immagine termica. È usato per diverse finalità, come il controllo di qualità, la manutenzione preventiva, la sicurezza e la ricerca e sviluppo. Può anche essere utile in ambito domestico per individuare perdite di calore, umidità e difetti elettrici.
Ambiti di applicazione
Ambienti in cui si possono verificare fenomeni termici anomali, come impianti industriali, centrali elettriche, depositi di materiali infiammabili, ecc.
Vantaggi
Rilevazione a distanza e in tempo reale della temperatura, visualizzazione delle immagini termiche, prevenzione di sovraccarichi, cortocircuiti o perdite


Rilevatori visivi IR/UV/triplo IR
I rilevatori di fiamma sono strumenti che riconoscono le radiazioni emesse dalle fiamme. Utilizzano diverse bande spettrali per essere sensibili e veloci nella rilevazione di incendi di idrocarburi e idrogeno. Questi rilevatori sono adatti a vari ambienti, come quelli industriali, petroliferi, chimici e aeronautici. Hanno anche una bassa probabilità di generare falsi allarmi.
Ambiti di applicazione
Ambienti in cui si possono sviluppare incendi di idrocarburi o di idrogeno, come impianti petroliferi, chimici, aeronautici, ecc.
Vantaggi
Rilevazione rapida e sensibile delle fiamme, bassa incidenza di falsi allarmi, combinazione di diverse bande spettrali
Fili sensibili al calore
I dispositivi cambiano il loro stato elettrico in base alla temperatura a cui sono esposti. Sono utilizzati per attivare allarmi, spegnere apparecchiature o innescare sistemi antincendio. Sono adatti in ambienti in cui non si possono installare sensori tradizionali come soffitti, pavimenti, pareti o tubazioni.
Ambiti di applicazione
Ambienti in cui non è possibile installare rilevatori convenzionali, come tubazioni, nastri trasportatori, container di stoccaggio.
Utile come rivelazione ausiliaria ai sistemi classici più diffusi.
Vantaggi
Rilevazione diretta e lineare del calore, semplicità di installazione e collegamento, attivazione di allarmi o sistemi di spegnimento


Video rilevatori di fumo
I sistemi di rilevazione fumo utilizzano telecamere e algoritmi per identificare il fumo nell’ambiente. Possono rilevare incendi all’inizio e localizzare la fonte del fumo con precisione. Sono adatti per ambienti ampi come aeroporti, stadi, magazzini o centri commerciali.
Ambiti di applicazione
Ambienti ampi, aperti o con altezze elevate, come aeroporti, magazzini o centri commerciali.
Utile come rivelazione ausiliaria ai sistemi classici più diffusi.
Vantaggi
Rilevazione in fase iniziale e localizzazione della fonte del fumo, analisi delle immagini tramite algoritmi, integrazione con sistemi di videosorveglianza
Sistemi di rilevamento di gas
I rilevatori di gas sono dispositivi che rilevano la presenza di gas combustibili o tossici nell’aria. Possono essere di diversi tipi a seconda del loro principio di funzionamento: catalitico, elettrochimico o semiconduttore. Quando la concentrazione di gas supera una soglia di sicurezza, i rilevatori si attivano e emettono segnali visivi o acustici. Possono anche attivare dispositivi di allarme o spegnimento. Questi rilevatori sono importanti anche per prevenire esplosioni, intossicazioni o asfissie.
Ambiti di applicazione
Si raccomanda in ambienti assimilabili ad un volume confinato, in ogni caso dove è possibile avere una precisa caratterizzazione dei materiali combustibili e dei relativi gas prodotti dalla combustione.
Vantaggi
Alta precisione nell’individuare dei gas particolari e nella contemporanea prevenzione di atmosfere esplosive, tossiche o asfissianti.

L’installazione dell’IRAI nelle aziende
In Italia, l’installazione degli IRAI segue la norma tecnica UNI 9795 “Sistemi fissi automatici di rivelazione e di segnalazione allarme d’incendio – Progettazione, installazione ed esercizio“, su cui non mi soffermerò per evidenti esigenze editoriali. Ti basta sapere che per ogni specifico rischio esistono delle tipologie di rivelazione dell’incendio.
Risulta invece più importante illustrare il giusto processo per l’installazione di un impianto IRAI, poiché a tanti clienti non è molto chiaro: soprattutto nelle piccole aziende “si inizia dalla coda”, ossia si installa l’impianto e poi si crea un “progetto” che sia il più simile a ciò che è stato realizzato.
Nulla di più sbagliato. Ecco invece come bisogna procedere:

| 1. | Deve essere già presente un progetto generale antincendio (solo se l’attività è soggetta ai controlli dei VVF) Il progetto antincendio contiene la valutazione del rischio e le informazioni necessarie a decidere il tipo di IRAI in base ai livelli di prestazione. Senza questa fase, propedeutica, si rischiano investimenti sbagliati, oltre al fatto di non aver certezza dell’approvazione del Comando Provinciale dei VVF. |
| 2. | Si deve progettare l’IRAI: Un progetto è costituito da almeno tre elementi: a) la relazione tecnica; b) i disegni; c) il computo metrico estimativo (CME). Proprio quest’ultimo, che contiene la “lista delle spese” da effettuare per l’installazione, sarà poi fondamentale per scegliere l’installatore più adatto. |
| 3. | Computo metrico per offerta (CMO) Dal CME si cancellano i prezzi (diventando un CMO) e l’azienda può inviarlo ad uno o più installatori per farsi fare un’offerta. |
| 4. | Pianificazione dell’installazione Una volta che il cliente sceglie l’installatore, ci si accorda (anche mediante una riunione tecnica) sulla pianificazione dei lavori. Attenzione: questa fase è molto importante quando l’impianto deve essere installato in un contesto cantieristico più ampio, dove ci sono più opere da realizzare. |
| 5. | Collaudo Con la procedura di collaudo, l’installatore si accerta che: a) l’impianto risponde al progetto; b) si conforme alla UNI 9795 e alle norme. Questa fase è fondamentale in quanto, se assente, non si possono emettere le certificazioni necessarie che devono accompagnare l’IRAI [5]. |
| 6. | Dichiarazione di conformità: nella fase di Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA) antincendio, il professionista competente in materia dovrà comunicare ai VVF l’installazione dell’IRAI con le relative dichiarazioni che ne attestano la conformità. Nel caso si tratti di un’attività non soggetta ai controlli dei VVF, serviranno sono le certificazioni richieste dal DM 37/08 [5]. |
Conclusioni
Pensi di aver bisogno di un impianto di rivelazione e allarme Incendio? Come avrai letto, le soluzioni sono tante e non è facile districarsi nel mercato.
Nell’articolo di oggi abbiamo visto che cosa è un IRAI e come caratterizzare i sottosistemi di rivelazione in base alla loro logica e alla tecnologia di installazione.
Abbiamo anche visto le fasi legate all’installazione di questi sistemi, rimarcando l’importanza della progettazione che deve esserci a monte di ogni scelta tecnica.
Inutile dirti che, per massimizzare gli investimenti in questo senso, dovrai avvalerti di un professionista tecnico competente in materia antincendio, capace di indirizzarti verso un’installazione che sia coerente con la sicurezza antincendio della tua azienda e con quanto già eventualmente approvato dai Vigili del Fuoco.
Bibliografia
| RIFERIMENTO | AUTORE | |
|---|---|---|
| [1] | Codice di Prevenzione Incendi Allegato I del DM 3 agosto 2015 e ss.mm.ii. | Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco |
| [2] | Sistemi di rivelazione e di segnalazione d’incendio Parte 1: Introduzione UNI EN 54-1 | UNI – Ente italiano di normazione CEN – Comitato europeo di normazione |
| [3] | Fire Sensing Technologies: A Review | A. Gaur, A. Singh, A. Kumar et al. |
| [4] | Sistemi fissi automatici di rivelazione e di segnalazione allarme d’incendio – Progettazione, installazione ed esercizio UNI 9795 | UNI – Ente italiano di normazione |
| [5] | Art. 7 Dichiarazione di conformità Decreto Ministeriale 37/08 | Ministero dello Sviluppo Economico |
Dubbi? 😕
Ti capisco, anche io quando devo rivolgermi ad un professionista mi pongo mille interrogativi prima di fare una mossa. Intanto che decidi puoi provare i nostri strumenti di supporto:
