Sono padre di famiglia e, solitamente, cerco di avere con i miei figli un approccio educativo che miri, coerentemente con la loro età, alla consapevolezza dei pericoli piuttosto che alla creazione di una “campana di vetro“, eliminando o limitando il più possibile le fonti di rischio mortale o da danni irreversibili a cui sono esposti (lo so, ormai sono professionalmente deformato 😁).
Oggi però, come ogni bravo genitore, farò l’avvocato del diavolo, perché spesso, nell’educazione ai nostri figli, l’approccio più efficace è una miscela tra più scuole di pensiero, sapientemente adattate ai casi specifici della nostra famiglia. È importante stimolare i bambini ad esplorare il mondo e a sviluppare le loro capacità ma, allo stesso tempo, è fondamentale offrirgli un ambiente sicuro e protetto dove possano crescere. Infatti, non dobbiamo scordarci che nel mondo, ogni anno, muoiono migliaia di persone e ci sono perdite di centinaia di milioni di euro a causa di bambini che giocano con il fuoco.
Oggi si parla solo di sicurezza, la pedagogia la lasciamo agli educatori
Per quanto riguarda la tematica che sarà trattata in questo articolo, certamente la creazione di un “ambiente sicuro e protetto” trova molte similitudini con la sicurezza dei luoghi di lavoro, mentre la creazione di “stimoli che incentivino i bambini a sviluppare le proprie capacità” è un qualcosa che ha un non so che di eversivo: nella realtà, in azienda non è concesso lasciare dei pericoli affinché i lavoratori diventino più abili ad evitarli.
Per questo motivo mi limiterò a spiegare alcuni concetti base: starà poi al genitore decidere se e come trasmettere tali informazioni.

Cosa mi ha insegnato il mio lavoro nella sicurezza antincendio
1. La formazione è la misura di prevenzione più potente
La formazione è uno strumento fondamentale per garantire la sicurezza e il benessere dei lavoratori, anche quando purtroppo mancano le misure base di sicurezza. Per cui, offrendo conoscenze, competenze e strumenti necessari, possiamo aiutare i bambini a crescere in modo sano e consapevole.
E, mi raccomando, non è necessario che il bambino sappia tutto: magari, ad esempio, è sufficiente insegnargli un’unica e semplice procedura da effettuare per fuggire in caso di incendio.
2. Un buon esempio vale di più di mille parole
Non ti dico nulla di nuovo. L’esempio parla con un linguaggio universale, soprattutto per noi mammiferi che abbiamo nel DNA l’apprendimento per imitazione. Per cui, facciamogli vedere come si fa qualcosa di sicuro (ad esempio con una prova di evacuazione da casa).
Inoltre, affinché un buon esempio sia credibile agli occhi di un bambino, è necessario che capisca l’obbiettivo delle nostre azioni: quando arriva il primo “perché?” – non risparmiamoci nello spiegare che vogliamo proteggere le persone e le cose che amiamo.
3. Creare obbiettivi chiari a tutta la famiglia
Non è possibile comunicare bene se non si ha chiaro in mete quali sono gli obbiettivi. In linea di massima, le condizioni minime da rispettare sono:
- non si devono creare condizioni di innesco dell’incendio, alias: non si deve mai giocare con il fuoco.
- le persone devono fuggire senza alcun danno;
- saper spegnere un principio di incendio.
Per cui, sicuramente nostro figlio dovrà sapere che non deve giocare con fiamme libere in casa, sovraccaricare prese o gettare acqua su apparecchi/impianti elettrici.
Dovrà essere in grado di capire che deve fuggire al più presto senza considerare il superfluo.
E infine, per lo spegnimento, anche se non possiamo pretendere che sappia usare un’estintore (che non è adatto alla sua età), sicuramente dovrà sapere che una candela o una piccola fiamma può essere spenta per soffocamento, magari mettendoci sopra una coperta o un vestito (sperando non sia troppo costoso).
4. Comunicare l’essenziale
Se conosci gli obbiettivi sai anche cosa devi comunicare. In generale, una corretta comunicazione deve rispettare queste regole:
- Scegliere frasi brevi;
- Cercare una successione delle frasi ordinata e razionale
- Usare frasi che abbiano un senso compiuto
- Spiegare il perché si fa qualcosa, cosa si fa, come si fa e i vari scenari che possono presentarsi.
- Usare esempi;
- Usare un gergo infantile, comunque costituito di un lessico che appartiene al bambino.

Nello specifico, gli argomenti minimi e indispensabili da trasmettere ad un bambino sono questi:
- il triangolo del fuoco (con tutte le sfaccettature che riguardano l’innesco e lo spegnimento).
- non si usa l’acqua per spegnere incendi elettrici;
- il “piano di emergenza” per fuggire da casa (se non ce l’hai, dovrai crearlo).
- in caso di incendio, non bisogna nascondersi nell’armadio o sotto il letto, ma bisogna fuggire all’esterno.
- se si vede fuoco o fumo, bisogna subito dare l’allarme.
- non si deve assolutamente respirare il fumo;
- non si gioca mai con il fuoco in casa. All’esterno, solo con un genitore nei luoghi da lui decisi;
- non avvicinarsi troppo a fonti di calore come stufe, camini, forni o ferri da stiro.
- non lasciare mai oggetti infiammabili come carta, plastica, tessuti o liquidi vicino a fonti di calore;
5. Aiutati con i supporti adatti
Esistono nel mondo specialisti della comunicazione, nemmeno il migliore dei genitori può essere bravo a fare tutto, per cui aiutati con gli strumenti che il mondo ti mette a disposizione.
Ci sono supporti gratuiti, ad esempio il seguente:
Oppure, puoi sicuramente trovare dei libri interessanti con cui introdurre il tema del fuoco:

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