Ricordo i primi tempi in cui mi approcciai alla sicurezza sul lavoro, quando mi imbattei in questo fantomatico “registro antincendio”. Pensavo servisse alle ditte di manutenzione degli estintori per poter dimostrare la loro attività, immaginavo fosse solo carta da compilare.

Effettivamente, non nascondiamolo, è realmente carta da compilare ma solo leggendo il titolo dell’articolo avrai intuito che in realtà serve a molto di più che attestare il lavoro delle ditte di manutenzione.

Immagina che un incendio distrugga un’attività e che perdano la vita delle persone: come pensi di dimostrare di aver ottemperato a tutte le norme antincendio?

Sono sufficienti le fatture della ditta di manutenzione? Certamente no.

Basta il documento di valutazione dei rischi redatto dal datore di lavoro in collaborazione con il responsabile della sicurezza (RSPP)? In parte, ma non è sufficiente.

Tieni a mente:

La compilazione del registro è l’unico modo che il titolare ha di dimostrare, in modo documentato, il rispetto di tutti gli obblighi in materia di prevenzione incendi

Tutti gli altri documenti, come gli attestati dei corsi di formazione, le certificazioni degli impianti e delle strutture, i rinnovi periodici della conformità antincendio, ecc… sono certamente necessari a dimostrare il rispetto delle norme ma non sono sufficienti.

Cosa si intende per “registro antincendio”

Spesso, in letteratura tecnica e nelle normative, viene chiamato in vari modi:

  • registro delle manutenzioni;
  • registro dei controlli;
  • registro;
  • ecc.

Nei fatti, in qualunque modo lo si chiami, si tratta di un documento destinato alla raccolta di dati che diano evidenza di un avvenimento o un’azione, in materia di prevenzione incendi, che devono essere memorizzati.

Dai dati presenti nel registro si deve poter evincere:

  • la presenza dei presidi antincendio (impianti, estintori, segnaletica, uscite di sicurezza, ecc…);
  • i controlli, le verifiche e gli interventi di manutenzione effettuati;
  • le attività di informazione, formazione e addestramento del personale, comprensive di prove di evacuazione.

Ciò è ribadito anche nel recente Codice di Prevenzione Incendi dove è specificato:

1. Il responsabile dell’attività deve predisporre un registro dei controlli periodici dove siano annotati:

a. i controlli, le verifiche, gli interventi di manutenzione su sistemi, dispositivi, attrezzature e le altre misure antincendio adottate;
b. le attività di informazione, formazione ed addestramento, ai sensi della normativa vigente per le attività lavorative;
c. le prove di evacuazione.

2. Tale registro deve essere mantenuto costantemente aggiornato e disponibile per gli organi di controllo.

Tale completezza di informazioni fa proprio sì che sia il primo documento che richiedono i Vigili del Fuoco quando effettuano le ispezioni e i professionisti antincendio quando devono effettuare il rinnovo della conformità antincendio.

In quali attività deve essere presente?

Sicuramente, in tutte le attività soggette ai controlli dei VVF.

Per le attività non soggette, non vi è alcun obbligo “diretto”, nel senso che non ci sono norme che prescrivono chiaramente che il registro deve essere presente.

Però, nella reale applicazione pratica della normativa di sicurezza sul lavoro (DLgs 81/08), devono essere presenti in ogni caso dei documenti che contengano le informazioni contenute nel registro:

  • per la manutenzione di tutti i presidi antincendio (estintori, uscite di emergenza, rivelatori, ecc…);
  • per la manutenzione di tutti gli impianti di protezione attiva (se presenti, in quanto facoltativi) e rilevanti ai fini antincendio (sicuramente presenti);
  • per la formazione antincendio del personale.

Per cui, anche se non si ha l’obbligo, un registro antincendio può aiutare ad avere tutte le informazioni importanti in un unico fascicolo anziché in tanti foglietti volanti.

Se non si usa il registro, come accade nella maggioranza delle attività non soggette, sarà comunque obbligatoria la tenuta di una documentazione adeguata a dimostrare di aver correttamente gestito la sicurezza, altrimenti il datore di lavoro non potrà mai dimostrare di aver gestito correttamente la sicurezza della propria azienda.

Filosofia di compilazione

Per tutte le attività, la responsabilità della compilazione del registro antincendio è in capo al titolare che, nella stragrande maggioranza delle volte, si avvale di uno dei suoi addetti antincendio.

La filosofia di compilazione rispetta i criteri di qualità delle norme sulla gestione della qualità ISO 9001:

Anche una persona nuova, con le informazioni presenti nel registro, deve essere in grado di comprendere a pieno la situazione dei presidi antincendio ed eventualmente continuare il lavoro del collega precedente

Ciò deve valere, oltre che per il titolare, per tutti gli addetti antincendio, i manutentori delle ditte esterne e i professionisti antincendio che devono asseverare le conformità antincendio da rinnovare.

Inoltre, per le realtà più complesse basate sui sistemi di gestione, il registro antincendio può fornire dati fondamentali per raggiungere l’obbiettivo di miglioramento costante dei livelli di sicurezza antincendio.

FIG.1Ciclo di Deming, filosofia del miglioramento continuo alla base di tutti i sistemi di gestione

Infatti, in una normale gestione della sicurezza, si opera in questa maniera:

  1. Dopo aver pianificato un’attività di prevenzione incendi (PLAN);
  2. Dopo aver realizzato quanto pianificato (DO);
  3. Si controllano gli incidenti o i quasi-incidenti verificati (CHECK) e
  4. in base alle valutazioni, si agisce di conseguenza aggiustando il tiro (ACT).

Nelle attività di una certa complessità, pur avendo a disposizione gli elaborati di progetto, senza di dati su manutenzione e formazione, risulta veramente complesso effettuare modifiche ragionate per migliorare le condizioni di sicurezza.

E, è inutile che lo dica, queste modifiche possono tranquillamente andare oltre il semplice obbligo normativo.

Ecco che quindi il registro assume un ruolo importantissimo, che nel migliore dei casi può addirittura diventare parte di un sistema di gestione della sicurezza antincendio.

In conclusione

Nel registro si “fissa” su carta l’attività di prevenzione incendi.

Il registro antincendio risulta quindi fondamentale, non tanto per tutta l’attività di prevenzione incendi che deve comunque esserci, ma per avere un evidenza documentata dell’attività di prevenzione, fondamentale per il rispetto della legge.

Nelle attività più complesse è fondamentale per la fase di “check”, ossia di controllo delle prestazioni delle misure di sicurezza e di eventuale miglioramento dei livelli di sicurezza.

Ti lascio in questo link un modello di registro antincendio redatto da un comitato tecnico di ingegneri della provincia di Milano, approvato dal CNI (Consiglio Nazionale degli Ingegneri):

Potrai utilizzarlo, eventualmente personalizzarlo, per le attività che gestisci.

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